Con il progetto "PietraVerso" passato e futuro sono più vicini

Federico Mellano

Il progetto “PietraVerso” nasce per favorire l'innovazione e la transizione digitale nel settore turistico e culturale, sul Comune di Pietraporzio, in provincia di Cuneo.

Visitare una miniera in modo virtuale ora è possibile. Grazie all’intelligenza artificiale e al Metaverso, la cultura è veramente alla portata di tutte e di tutti. Un visore potrà infatti accompagnare virtualmente i visitatori all'interno di un'antica miniera di barite, funzionante fino agli anni sessanta del secolo scorso, e collegata al Comune di Pietraporzio da uno splendido percorso escursionistico ad anello immerso nella secolare abetaia, che si sviluppa fra Pietraporzio e Pontebernardo. Un progetto del Bando Tocc, promosso dal Ministero della Cultura e dal Comune di Pietraporzio.


La barite in Valle Stura

La barite, conosciuta in passato anche come baritina, è un minerale (solfato di bario, BaSO4 ), che può presentarsi in cristalli tabulari, prismatici allungati o lamellari, spesso riuniti in aggregati massivi biancastri. La barite, di solito bianca, può assumere colorazioni diverse per la presenza di altri elementi chimici in tracce. La peculiarità della barite è la sua elevata densità (4,50 g/cm3 ; “barys” in greco significa proprio “pesante”). Per tali caratteristiche (colore bianco e alta densità), la barite è utilizzata negli ambiti più disparati: quella bianca viene impiegata nella produzione di vernici, pitture e calcestruzzi. Nell’industria petrolifera, la barite

viene utilizzata per appesantire i fanghi di perforazione. Importante anche l’uso in ambito medico come tracciante negli esami radiografici, per la sua insolubilità in acqua e in fase organica (risultando non tossica per l’uomo), e per la bassa permeabilità ai raggi X.

L’estrazione e l’uso industriale della barite risalgono alla seconda metà dell’Ottocento, e fino a inizio ‘900 veniva estratta prevalentemente nelle miniere lombarde e impiegata nella produzione di carta-paglia per macellai e salumieri. La barite estratta dalla miniera di Pietraporzio negli anni ‘50-‘60 del ‘900, sotto forma di masse cristalline di colore bianco lattiginoso, fu impiegata principalmente nel settore medico. Anche se curiosamente in passato, la barite, mescolata a grasso animale, è stata anche usata per realizzare l’involucro delle forme di gorgonzola destinate all’esportazione.

Tale pratica è stata abbandonata nel primo dopoguerra per le proteste dei paesi importatori, che la consideravano al limite del fraudolento dato l’elevato peso del minerale.

L'estrazione della barite a Pietraporzio ha avuto ripercussioni sulla vita della piccola comunità: le condizioni del lavoro, da un lato hanno portato malattie prima sconosciute, ma dall'altro dato la possibilità di lavoro diverse da quelle che un paese di alta montagna può offrire. Legandosi così in profondità alla storia del paese, la miniera di barite rappresenta l'altra faccia di una realtà in cui prevale l’attività lavorativa silvo-pastorale, rappresentata dall'Ecomuseo della Pastorizia.


“PietraVerso”, la tecnologia a servizio della cultura

Proprio all'interno di questo contesto la Fondazione WellFARE Impact ha avuto un ruolo cruciale per lo sviluppo di un nuovo strumento, in grado di accompagnare i visitatori in maniera virtuale dentro i luoghi dell'identità collettiva. L’utilizzo della realtà aumentata e le tecnologie digitali permetteranno a tutti i visitatori, anche chi per difficoltà motorie, non possiede la possibilità di raggiungere l’ingresso minerario, di conoscere in una maniera del tutto nuova, il patrimonio culturale e storico del territorio, fornendo un’esperienza capace di creare un vero e proprio vincolo emotivo, e trasportare i soggetti all’interno del passato, raggiungendo digitalmente la storia del vissuto comunale.

Il Progetto “Pietraverso” è un vero e proprio tour virtuale e culturale alla riscoperta anche di altri antichi mestieri locali in parte perduti: della pastorizia e del fornaio. Grazie alla creatività contemporanea si favorisce così l’inclusione sociale di categorie fragili, la tutela della biodiversità e i fini di impatto economico sul territorio di riferimento, oltre alla promozione di una nuova filiera culturale in grado di fornire sbocchi occupazionali. Avvicinandosi non solo agli obiettivi specifici locali ma soprattutto verso gli ideali strategici dell’Agenda 2030.

Gli elementi di innovazione tecnologica del progetto “PietraVerso” riguardano la costruzione di un’esperienza che sfrutta la realtà virtuale per offrire una visita immersiva all'interno del Comune di Pietraporzio e della miniera di barite. La realtà virtuale è una tecnologia immersiva che sviluppa il mondo reale utilizzando attrezzature speciali per proiettare l'utente in qualsiasi luogo 3D. Così, la realtà virtuale proietta gli utenti ovunque, permettendo loro di vivere avventure ed esperienze in prima persona, abbattendo le barriere geografiche e simulando qualsiasi ambiente. Le esperienze VR consentono agli utenti di immergersi completamente in nuovi mondi, nuovi spazi e nuovi tempi.


Grazie a questo progetto sarà possibile non solo collegare passato e futuro, ma anche avvicinare le zone marginali e far sì che proprio queste ultime diventino motore del cambiamento,

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